UNA VITA DA HOST (ESS)

Wish you were here!

May 2020

May 13 is National Apple Pie Day, sadly we are temporarily closed because of the COVID-19 pandemic.
Since you can't come to us, we'll come to you! Here's a little slice of comfort from our home to yours! Find the original Italian receipe of our exquisite Torta di mele:

INGREDIENTS

4 apples (golden)
250 grams flour
100 grams butter
150 grams sugar
2 eggs
125 millilitres milk
1 lemon (grated zest of)
16 grams baking powder                                    

INSTRUCTIONS:

-Heat the oven to 200° C.
-In a bowl mix sugar with butter to make a creamy mix.
-Add the eggs, flour, milk, the lemon zest, a pinch of salt and the baking powder. The dough should be creamy, if it’s too thick just add small amounts of milk.
-Peel the apples. Slice 3 ½ and put only the other ½ in small chunks into the pastry.
-Pour the mixture into a round baking tin, previously buttered and sprinkled with flour.
-On the top of it, place the sliced apples as in a radial. Sprinkle 2 spoons of brown sugar and cinnamon.
-Bake for 40-45 minutes. Let the cake cool before slicing. 

Buon appetito!

Al Nifontano B&B - Fà la cosa giusta!

Febbraio 2020

L'8 marzo saremo a Fa' la cosa giusta! con gli amici della Via Francisca del Lucomagno, uniti dal fil rouge (anzi blu!) dell’acqua e dello slow tourism.
Sarà un momento di condivisione, cultura e valorizzazione del bene più prezioso del nostro territorio: l'acqua che caratterizza il cammino e il B&B.
Venite a trovarci! 
Ore 16:00

La Via Francisca è una vera e propria “Via dell’acqua” e simbolo di un nuovo turismo green.
Due fiumi, quattro laghi, altrettanti canali e un’infinità di torrenti, interamente accompagnata dall’acqua nei suoi 135 km che da Lavena Ponte Tresa al confine con la Svizzera portano a Pavia, sulla tomba di Sant’Agostino nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. Nel mezzo le otto tappe del cammino, dove l’acqua è sempre protagonista e testimone della storia e dello sviluppo di un territorio. Acqua che ha alimentato l’insediamento di popoli antichissimi e nel tempo ha dato impulso allo sviluppo industriale, ma che è stata spesso maltrattata.
La Via Francisca si apre sullo specchio d’acqua che si insinua tra Italia e Svizzera e che assume il nome di Ceresio o Lugano a seconda del lato da cui lo si guarda. Prosegue a Cadegliano Viconago nel parco dell’Argentera, dove il torrente Dovrana ha dato vita a un sistema di mulini che secoli fa permetteva di produrre la farina di castagne. Oggi questi mulini sono affrescati all’esterno e rappresentano un elemento di grande suggestione. Passa dai piccoli laghi di Ghirla (balneabile) e di Ganna con la sua torbiera. Quindi costeggia le sorgenti del fiume Olona per approdare a Varese dove l’omonimo lago ospita il più antico sito palafitticolo dell’arco alpino. Si immerge nella Valle Olona, dove la presenza di molte industrie per anni ha inquinato il fiume, passando dall’approdo dei Calimali, un luogo incantato gestito dall’omonima associazione che sorge tra l’Olona e gli stagni didattici.
Ancora acqua, passando sopra il canale Villoresi, opera idraulica che collega il Ticino all’Adda e che fu costruito più di 130 anni fa per portare acqua ai campi della provincia milanese. L’ultimo tratto della Via Francisca del Lucomagno si snoda dapprima lungo il Naviglio Grande, opera che porta acqua alla Darsena di Milano e rappresenta il canale più importante del sistema navigli reso navigabile da Leonardo da Vinci; quindi passa lungo il Canale Ticinetto, costruito nel XII secolo con scopi difensivi, e il Naviglio di Bereguardo. Sono opere che consentirono non solo di alimentare una fitta rete di irrigazione, ma anche di collegare commercialmente Milano con il Po. L’ultimo passaggio è il Ticino, il secondo fiume italiano per portata d’acqua, che viene costeggiato nell’ottava tappa fino al ponte coperto di Pavia.

L'acqua e' protagonista anche nella cosiddetta zona del Nifontano, l’odierno Viale Europa di Varese, da cui deriva il nome curioso Nifontano= Nove Fonti o Nove Fontane perche' un tempo era luogo ricco di acqua.
In principio il borgo era composto da un modesto isolato di cascine che nel XII secolo fu un luogo di accoglienza e assistenza a poveri e pellegrini e, per volontà di un gruppetto di laici in particolare del frate ospitaliero Alberto da Brignano, si trasformò nel primo ospedale medioevale della città di Varese. L’atto di fondazione dell’Ospedale del Nifontano porta la data del 15 maggio del 1173.
La presenza della risorsa piu'preziosa: l’acqua, fu il motivo principale della creazione del primo ricovero per malati, fonte indispensabile per l’igiene sanitaria. Secondo la tradizione germanica, i cui popoli erano scesi più volte nelle nostre zone, il motto “Im Wasser ist Heil” (nell’acqua è la salvezza) fu acquisito dagli stessi frati ospitalieri. 
A quei tempi gli ospedali accoglievano più che curare, (Le parole “ospedale”, “ospizio” hanno la stessa radice di “ospite” “ospitare”) e per chi affrontava i viaggi più faticosi e rischiosi, alloggiare in un ospedale era quanto di meglio si potesse augurare. Il Nifontano si trovava alle porte della città, in una zona di transito, sulla strada d'accesso alle valli varesine lungo il percorso della Via Francigena. Le cure del Nifontano erano prestate da conversi e suore che, nel tempo libero, lavoravano anche la terra. Siccome da un certo momento la regola che prevedeva di fornire cure e di lavorare la terra non fu rispettata, nel disinteresse dell’amministrazione, l’ospedale decadde al punto di non offrire più né un ricovero né, tanto meno, un’assistenza sanitaria, sebbene cessasse di esistere solo il 19 novembre del 1567, quando l’arcivescovo Carlo Borromeo decretò l’accorpamento della struttura con l’«Ospedale di San Giovanni», divenendo «Ospedale dei poveri».
Oggi del Nifontano esistono i resti nelle attuali cascine e le Nove sorgenti d’acqua sono oramai interrate per lasciare il posto al viale Europa ed ai suoi edifici commerciali…
Noi abbiamo voluto ricordare l'antico significato di questo luogo ed intitolare il nostro progetto di accoglienza Al Nifontano B&B .
Facciamo dell’accoglienza una passione e proponiamo un'ospitalità attenta all'ambiente cercando di sensibilizzare il viaggiatore ad atteggiamenti sostenibili soprattutto nei riguardi dell’acqua, come questo luogo magico ci insegna.  

 

Nature Urbane 2019

Settembre 2019

Dopo il successo delle scorse edizioni, torna Nature Urbane il Festival del Paesaggio della Città Giardino. Protagonista indiscussa Varese che vanta 4 Siti UNESCO, oltre 110 ville e parchi storici con il 73% del territorio sottoposto a vincolo paesaggistico.
Dal 20 al 29 settembre saranno più di 200 gli appuntamenti che faranno scoprire al mondo le bellezze della nostra città Giardino, tra visite guidate ai parchi delle dimore private aperte in esclusiva per il Festival, iniziative di educazione al paesaggio per adulti e bambini, percorsi tra arte e natura, conversazioni, degustazioni e spettacoli negli straordinari contesti paesaggistici della città giardino.
Scoprite tutto il programma di eventi.

PRENOTAZIONI
dalle ore 14.00 del 14 settembre 2019 sul sito www.natureurbane.it
 
WELCOME AREA NATURE URBANE
piazza Monte Grappa, 5 - Varese
14 settembre dalle ore 14.00 alle 17.30
15 - 29 settembre dalle ore 9.30 alle 17.30
Tel. +39 335 7617514 / +39 335 7617507

Hotels with cats

Aprile 2019

Siete amanti dei gatti? Cercate un B&B/ Hotel dove potervi rilassare in compagnia dei vostri animali preferiti ovunque nel mondo?  
La rivista e blog di viaggi  Hotels with cats offre una lista completa e al momento conta 33 felini residenti dall'Australia agli Stati Uniti!
Al Nifontano B&B è il primo B&B italiano ad essere inserito nella rivista, merito degli indiscussi padroni di casa Oscar & Micia, sempre in cerca di coccole e attenzioni e a regalare buonumore a tutti gli ospiti! 
Scoprite qui  la loro storia.

MICIA OSCAR


L'idea degli Hotel con gatti è un'estensione dei Cat Café, i famosi bar abitati dai gatti, locali nati nel Sol Levante per alleviare lo stress della vita quotidiana e regalare un momento di rilassatezza accarezzando un’adorabile pallina di pelo. 
Immaginatevi le fusa di un micio che vi da il benvenuto all'arrivo, fare colazione e sentire un morbidissimo felino tra le gambe in cerca di coccole. Una sana pet therapy, una forma di relax pensata per chi, ad esempio, non può godere quotidianamente dell'amorevole compagnia del vostro animale preferito.
Questa semplice verità è stata ufficializzata dalla scienza, i mici sono catalizzatori di buon umore, aiutano a ridurre lo stress, contribuendo a rilassare i nervi e attenuando la tensione muscolare.
Se non siete allergici al pelo dei gatti, e avete voglia di dare e ricevere un po’ di coccole… non vi rimane che provare questa morbidissima esperienza Al Nifontano!

Vi aspettiamo!

 






 

 

 

 

La festa della Gioeubia

Gennaio 2019

La festa della Giöbia è una festa popolare del Varesotto, con radici antichissime, che si svolge ogni anno la sera dell’ultimo giovedì di gennaio, o dell’ultima settimana di gennaio.
La Giöbia, o Giubiana (il nome varia a seconda delle località, ma deriva con tutta probabilità da Giove, giovedì), è nella tradizione una strega cattiva, magrissima, con le calze rosse, che diventa particolarmente crudele, mangiando tutti i bambini che trova, nell’ultima settimana di gennaio, tipicamente la più fredda dell’intero inverno.
Ecco allora che per cacciarla via e propiziare la nuova stagione, nei paesi si accende un grande falò per bruciarla e si mangia il risotto con la luganega (salsiccia) o con i bruscitt (pezzettini di carne). Anche il risotto ha la sua ragione che affonda in una leggenda parallela, in cui si racconta come una mamma sia riuscita a salvare la sua piccola figliola, catturata dalla strega, preparando un enorme pentolone di questa ghiotta pietanza. La strega, per l’avidità, avrebbe mangiato per tutta la notte senza accorgersi dell’arrivo del sole del mattino, per lei mortale!
In molti paesi della provincia (Morosolo, Barasso, Casciago, Casorate Sempione, ecc.) ad esempio, la sera della Giöbia arriva a coincidere con la “punscena di donn” (dopo cena delle donne), durante la quale le donne di paese si riuniscono, senza uomini, per mangiare ogni genere di prelibatezze e per divertirsi. Con il tempo la puscena si è trasformata in una festa delle donne, una sorta di omaggio degli uomini alle donne per tutto quello che fanno per la casa e per la famiglia. La Giöbia si è dunque trasformata, almeno in alcuni casi, in una festa della donna dove, in suo onore, vengono realizzati dolci a forma di cuore.
Eccovi un elenco dove festeggiare la Giöbia nei paesi del Varesotto:

  • Busto Arsizio – falò in piazza Einaudi, risottata in piazza San Giovanni, ma altre Giobie bruceranno in ogni quartiere di Busto
  • 27 gennaio 2019 Gran falo della gioebia a Cassano Magnago alle ore 18 area feste Sant’Anna
  • 31 gennaio 2019 Falò della Giöbia a Cairate
  • 31 gennaio 2019, Rogo della Giubbiana a Gallarate presso Oratorio S.G. Bosco ad Arnate
  • 26 gennaio 2019 Gran Falò della Gioeubia a Oggiona Santo Stefano
  • 31 gennaio 2019 Giobia a Lonate Pozzolo
  • 31 gennaio 2019 Giobia a Somma Lombardo
  • 31 gennaio 2019, Giobia a Turbigo
  • Giovedì 31 gennaio 2019 Festa della Giöbia a Varese
  • Giovedì 31 gennaio – ore 20.00 RISTORANTE VECCHIA RIVA Loc.Schiranna(Varese)
    Tradizionale cena in onore del gentil sesso, con proclamazione dei vincitori del concorso Poeta Bosino 2018. Allieterà la serata il Gruppo Folkoristico Bosino.
    Prenotazioni entro sabato 26 gennaio 2019 presso: Libreria Antiquaria Canesi – Via Walder 39 VA (Tel 0332 287047)
    Cristina lotti Tel. 328 7656189 – segreteria@famigliabosina.it   www.famigliabosina.it
  • 31 gennaio 2019 Festa della Gioebia a Gornate Olona presso il Monastero di Torba
    In ossequio a una delle più antiche usanze del varesotto, anche al Monastero di Torba si festeggia la Giöbia, per salutare l’inverno che se ne va e prepararsi ad accogliere la bella stagione ormai alle porte. Gli ospiti potranno raccogliersi attorno al fuoco che, secondo il rito di origine contadina e precristiana, purifica, scaccia i malanni, scalda i cuori e cuoce i piatti della tradizione popolare, oltre ad essere propiziatore di fertilità e buoni raccolti. Inoltre, i visitatori potranno ascoltare i racconti di cinque secoli di storia agreste del monastero. In orario serale sarà possibile effettuare speciali visite guidate al bene – aperto eccezionalmente per l’occasione durante la pausa invernale – e alle ore 20 sarà servita la cena nel ristorante interno al monastero “La Cucina del Sole”, con il tipico menu della Festa della Giöbia.