Al Nifontano B&B - Fà la cosa giusta!

Febbraio 2020

Con gli amici della Via Francisca del Lucomagno saremo l'8 marzo a Fa' la cosa giusta!, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, insieme faremo un affascinante viaggio alla scoperta di uno dei luoghi più significativi della storia varesina: il Nifontano! Venite a conoscerci. Ore 16:00

Ci sono luoghi che nella loro semplicità e discrezione ci danno il privilegio di percepire la loro magica storia offrendoci inalterata l’atmosfera millenaria. Ed è quello che si avverte qui Al Nifontano.
La cosiddetta zona del Nifontano (l’odierno Viale Europa di Varese nella Castellanza di Bosto) affonda le sue origini in un passato molto lontano, sembra che il nome curioso derivi dalle Nove Fonti (ad Novem Fontanas) o dalle Nove Fontane che un tempo ne alimentavano il rigoglioso mulino, dando vita a questa storica parte di Varese.
In principio il borgo era composto da un modesto isolato di cascine che nel XII secolo fu un luogo di accoglienza e assistenza a poveri e pellegrini e, per volontà di un gruppetto di laici in particolare del frate ospitaliero Alberto da Brignano, si trasformò nel primo ospedale della città di Varese. L’atto di fondazione dell’Ospedale del Nifontano porta la data del 15 maggio del 1173.
La presenza di quella preziosa risorsa, l’acqua, fu il motivo principale della creazione del primo ricovero per malati, fonte indispensabile per l’igiene sanitaria. Secondo la tradizione germanica, i cui popoli erano scesi più volte nelle nostre zone, il motto “Im Wasser ist Heil” (nell’acqua è la salvezza) fu acquisito dagli stessi frati ospitalieri.
A quei tempi gli ospedali accoglievano più che curare, (Le parole “ospedale”, “ospizio” hanno la stessa radice di “ospite” “ospitare”) e per chi affrontava i viaggi più faticosi e rischiosi, alloggiare in un ospedale era quanto di meglio si potesse augurare. Il Nifontano si trovava alle porte della città, in una zona di transito, sulla strada d'accesso alle valli varesine lungo il percorso della Via Francigena. Le cure del Nifontano erano prestate da conversi e suore che, nel tempo libero, lavoravano anche la terra. Siccome da un certo momento la regola che prevedeva di fornire cure e di lavorare la terra non fu rispettata, nel disinteresse dell’amministrazione, l’ospedale decadde al punto di non offrire più né un ricovero né, tanto meno, un’assistenza sanitaria, sebbene cessasse di esistere solo il 19 novembre del 1567, quando l’arcivescovo Carlo Borromeo decretò l’accorpamento della struttura con l’«Ospedale di San Giovanni», divenendo «Ospedale dei poveri».
Oggi del Nifontano esistono i resti nelle attuali cascine e le Nove sorgenti d’acqua sono oramai interrate per lasciare il posto al viale Europa ed ai suoi edifici commerciali…
Noi quattro anni fa eravamo alla ricerca di un luogo dove poter vivere piacevolmente in armonia con la natura, ci siamo innamorati subito di questa antica dimora e di quest'incantevole angolo di Varese. Da qui è nata l'idea di ridare nuova vita a questa casa e trasformarla in un piccolo B&B con l'intento di condividere con il mondo la sua bellezza e magia naturale.
Facciamo dell’accoglienza una passione e proponiamo un'ospitalità attenta all'ambiente cercando di sensibilizzare il viaggiatore ad atteggiamenti sostenibili soprattutto nei riguardi dell’acqua, come questo luogo ci racconta.
Abbiamo aderito al progetto di accoglienza della Via Fancisca del Lucomagno con grande entusiasmo, proprio perché anticamente il Nifontano nasceva come un luogo di ricovero e ospitalità ai  pellegrini.